
Racconto di Natale -
Una Domenica -
di Francoise Mallet-Joris -
Una famiglia numerosa, a Parigi. La madre ha un lavoro molto impegnativo nella redazione di una casa editrice; riesce, tuttavia, a dedicarsi molto ai figli.
Questi crescono in un felice disordine domestico, ma possono contare su una giovane madre che sa essere compagna di giochi e di vivaci conversazioni, e conosce le esigenze e le caratteristiche di ogni figlio. Perciò la confusione che può trasparire dal racconto di una qualsiasi domenica iniziata all'insegna della « disciplina» è soltanto apparente.. i rapporti fra i vari membri della famiglia
sono in realtà dominati da rispetto e da attenzione reciproci.
Una famiglia che non conosce l' autorità che limita e proibisce in modo irrazionale, ha realizzato quel raro capolavoro di intelligenza, di pazienza e di sensibilità che è l'amicizia.
Mi alzo verso le otto e mezza per fare il caffè, decisa a passare questa domenicà nell'ordine e nella disciplina. Mi lavo, mi vesto. Vedere le cose un po' dall'alto, non lasciarmi invischiare .
Sveglio i bambini a viva forza. Proteste. Conduco fuori il cane.
Colazione in tenute diverse. Daniele a torso nudo, suona la chitarra su un angolo del letto, dove poso il vassoio. Il cane saltella per svegliare Giacomo . I due gatti seguono, maestosi,
e si piazzano vicini ai croissants. Non c'è più zucchero.
Il merlo fischia a tutto spiano. Il canto di Daniele lo disturba. Paolina ha infilato a caso degli slips troppo grandi (saranno di Dani? di Giacomo?) che le scendono fino alle ginocchia visibilmente aperti sul davanti, e manifesta la pretesa di andare in chiesa in quella tenuta.
Chiedo ai ragazzi di rifarsi il letto (prima intimazione dà. cui non mi aspetto, a dir vero, un gran risultato). Rifiuto motivato: preferiscono provare prima una commedia che prepariamo per Natale «perché dopo non lo si fa più. Mentre il letto... » Ho i miei dubbi in proposito. Si recita. Giacomo
rifiuta di alzarsi. Ha mal di schiena (?) Terrà con sé Juanito, che Dolotes ha lasciato per la sua consueta scappatella settimanale, e che si trascina sul tappeto.
Alle dieci e dieci decidiamo all'improvviso di correre in chiesa.
Impossibile trovare il mio stivale sinistro: Juanito l'ha fatto sparire. Vincenzo ha un enorme buco nella scarpa, molto appariscente.
Metti le scarpe da ginnastica.
Non posso, Juanito le ha gettate nell'acqua del bagno...
Son sempre là. Le tiro fuori, le metto ad asciugare. Vincenzo esce per andare in chiesa con il suo calzetotto in vista, io ho infilato in fretta un altro paio di stivali, che stringono i pantaloni e mi danno l'aria di scendere da cavallo. Le piccole seguono, spettinate; in chiesa, Paolina si agita
di continuo.
Non mi piace la chiesa! - dice.
Non sei obbligata a andarci, alla tua età, - risponde Alberta .
Non amo la chiesa, ma amo Dio, - risponde questa eretica precoce .
Rientro: le undici. La casa tutta sotto sopra. Uscire per la spesa. Fare un salto a Les Batignolles , vedere la zia e portarle il pranzo, massaggiare
Giacomo con una pomata al peperoncino (ho una fiducia cieca in questo medicamento), preparare il pranzo. I ragazzi rifiutano ancora di farsi il letto.
Prima, bisogna prender aria.
Ma non possono prendere aria ai giardini del Luxembourg senza un nuovo pallone; Luca, il cane, se li mangia tutti. Mi alleggerisco di dieci franchi .
Provviste: cassa pesante da portare lungo il viale Saint-Michel. Daniele ha bisogno di qualche scatola di conserva «un po' straordinaria» per fare un piccolo festino prenatalizio con i suoi compagni. Piccola fermata a casa per massaggiare Giacomo.
Si lamenta. Tutt'intorno al letto si ammucchiano casse destinate al prossimo trasloco.
La mezza. In fretta a Les Batignolles.
Tragitto lungo. Cerco di meditare il sermone e mi ritrovo a pensare ai regali di Natale.
Arrivo, portando un pezzo di pollo incartocciato. La zia mi accoglie cordialmente.
Quando ho voglia di vedere Giacomo, vieni tu, dice, e quando voglio vederti, arriva lui.
E ben triste, zia.
Dopo aver stabilito i principI e affermato la propria indipendenza, si raddolcisce e arriva persino a ridere un po', parlandomi della sua giovinezza.
Arrivederci, zia.
Già?
Sai, noi non pranzeremo prima delle due e mezza.
Che strana idea.
Ritorno. Pazienza, prendo un taxi. Arrivo a casa. Giacomo sonnecchia.
Daniele, trincerato nella sua minuscola stanza con uno o due amici, fa un gran chiasso con l'appoggio di strumenti elettrici. Il merlo, sovreccitato vocifera. I letti non sono fatti.
Preparo la fondue bourguignonne perché alle bambine piace e poi si fa in fretta.
Non piace quasi nulla, alle bambine. Daniele del resto, ieri sera, mentre cercava qualcosa da bere, ha lasciato il frigorifero aperto e i gatti hanno rosicchiato là carne che avevo destinato al pasto domenicale. Glielo faccio osservare.
Oh! non fa niente, -dice gentilmente. - Ho mangiato al ristorante.
Dunque, di nuovo il vassoio sul letto, bourguignonne, forchette lunghe .
I bambini sono felici, è già qualcosa.
Così papà non si sentirà solo.
Giacomo che si è svegliato con un gatto sulla testa e l'altro sullo stomaco, ride. Armonia.
All'ultimo momento, ci accorgiamo che non c'è più alcool nello scaldavivande per la borguignonne. Sono le due e mezza. Almeno. E tutto chiuso.
I ragazzi percorrono la casa intera per farsi prestare un po' d'alcool dai vicini.
Arrivano con una mini-calcolatrice (pubblicità di Scotch ), un metro pieghevole, due palle di Natale, tre caramelle e un lecca-lecca.
Avranno creduto che fossero i «piccoli compagni dei poveri », i vicini.
Per disperazione alimentiamo il fornello con un vecchio fondo di whisky.
Non brucia bene come l'alcool ma, comunque, non è così male. Giacomo si rianima bevendo vino bianco. Daniele dà il suo contributo raccontandoci quello che ha mangiato al ristorante.
Il buon umore è generale.
Nel pomeriggio proviamo la nostra commediola. Paolina, che interpreta con talento un coccodrillo, ha appena perduto tutti i denti davanti.
Così, ogni volta che proclama «Guardate i miei denti », provoca una risata generale.
Anche i coccodrilli hanno i denti da latte, - asserisce..
La discussione è animata. l' coccodrilli conservano i denti?
Sono le sette. Nuovo vassoio, dove si ammucchiano delle vettovaglie eterogenee, salcicce, uova sode, un avanzo di spinaci, che mangiamo nelle tazze per un'improvvisa premura di non lasciare troppi piatti da lavare a Dolores. Guardiamo un film western alla televisione. Devo riconoscere
che è avvincente. Così avvincente che mi accorgo troppo tardi che i ragazzi, si sono spogliati senza smettere di guardare Marlène Dietrich , e i loro abiti sono sparsi in terra.
Luca cerca di accucciarsi sopra: Giacomo esplode.
Esplosione breve, perfettamente inefficace, ma rituale . Paolina se ne accorge, ma finge di mettcrsi a piangere tanto per conformarsi.
Ragazzi maleducati! Approfittano della stanchezza dei loro genitori ecc.
I piccoli cari rimangono tranquilli, raccolgono i loro- vestiti e vanno a posarli nella sala da pranzo sulla credenza, in un mucchio assolutamente identico. Il gatto va a dormirci sopra, al posto del cane. E comunque più pulito. Dopodiché ritornano per la preghiera tutti insier:ne con una
tale gioia, una tale serenità, che fa davvero piacere.
Penso che questi ultimi giorni in questa casa saranno un'apoteosi, -
dice Giacomo rasserenato.
Traslochiamo tra tre giorni.
Finalmente, dormire! Saremo poi svegliati di soprassalto verso mezzanotte da Daniele che, inquieto, viene ad assicurarsi che «la sveglia sia stata ricaricata ». Parliamo un po', ci viene l'idea di bere un succo di frutta, mi rialzo.
Lunedi mattina sono uscità molto presto. Rifare il bianco nel mio spirito, il vuoto.:.
Ma attraversando le tre camere per andare in bagno, una dopo l'altra, come delle sentinelle che si diano il cambio, delle piccole voci si levano nell'ombra.
Sei tu, mamma?
Vieni a darmi un bacio...
Dove vai?
Il mio orario non cambia mai, ma tutti i giorni mi sento dire: «Dove vai?» Una volta, seccata, ho detto ad Alberta:
Al ballo, all'Eiiseo .
Ma lei mi ha risposto:
Divertiti tanto, e si è riaddormentata.
UNA DOMENICA / Françoise Mallet-Joris
Una famiglia numerosa, a Parigi. La madre ha un lavoro molto impegnativo nella redazione
di una casa editrice; riesce, tuttavia, a dedicarsi molto ai figli. Questi crescono in un felice
disordine domestico, ma possono contare su una giovane madre che sa essere compagna di giochi
e di vivaci conversazioni, e conosce le esigenze e le caratteristiche di ogni figlio.
Perciò la confusione dze può trasparire dal racconto di una qualsiasi domenica iniziata all'in.
segna della « disciplina» è soltanto apparente.. i rapporti fra i vari membri della famiglia
sono in realtà dominati da rispetto e da attenzione reciproci.
Una famiglia che non conosce.1' autorità che limita e proibisce in modo irrazionale, ha realiz-
zato quel raro capolavoro di intelligenza, di pazienza e di sensibilità che è l'amicizia.
(Da La casa di carta, trad. di M. VASTA DAZZI, Longanesi, Milano)
Mi alzo verso le otto e mezza per fare il caffè, decisa a passare questa
domenicà nell'ordine e nella disciplina. Mi lavo, mi vesto. Vedere le
cose un po' dall~alto, non lasciarmi invischiare 1. Sveglio i bambini a viva
forza. Proteste. Conduco fuori il cane. Colazione in tenute diverse. Daruele 2,
a torso nudo, suona la chitarra su un angolo del letto, dove poso il vas-
soio. Il cane saltella per svegliare Giacomo 3. I due gatti seguono, maestosi,
e si piazzano vicini ai croissants. Non c'è più zucchero.
Il merlo fischia a tutto spiano. Il canto di Daniele lo disturba. Paolina'
ha infilato a caso degli slips troppo grandi (saranno di Dani? di Gia-
coino?) che le scendono fino alle ginocchia visibilmente aperti sul davanti,
e manifesta la pretesa di andare in chiesa in quella tenuta. Chiedo ai
ragazzi di rifarsi il letto (prima intimazione dà. cui non mi aspetto, a dir
vero, un gran risultato). Rifiuto motivato: preferiscono provare prima
una commedia che prepariamo per Natale «perché dopo non lo si fa
più. Mentre il letto... » Ho i miei dubbi in proposito. Si recita. Giacomo
rifiuta di alzarsi. Ha mal di schiena (?) Terrà con sé Juanito, che Dolotes
ha lasciato per la sua consueta scappatella settimanale 5, e che si trascina
sul tappeto. Alle diec.i e dieci decidiamo all'improvviso di correre in chiesa.
Impossibile trovare il ,mio stivale sinistro: Juanito l'ha fatto sparire. Vin-
cenzo 6 ha un enorme buco nella scarpa, molto appariscente.
-Metti le scarpe da ginnastica.
-Non posso, Juanito le ha gettate nell'acqua del bagno...
Son sempre là. Le tiro fuori, le metto ad asciugare. Vincenzo esce per
andare in chiesa con il suo calzetotto in vista, io ho infilato in fretta un
altro paio di stivali, che stringono i pantaloni e mi danno l'aria di scen-
dere da cavallo. Le piccole seguono, spettinate; in chiesa, Paolina si agita
di continuo.
-Non mi piace la chiesa! -dice.
-Non sei obbligata a andarci, alla tua età, -risponde Alberta 1.
-Non amo la chiesa, ma amo Dio, -""- risponde questa eretica precoce 8.
Rientro: le undici. La casa tutta sotto sopra. Uscire per la spesa. Fare
un salto a Les Batignolles 9, vedere la zia e portarle il pranzo, massaggiare
Giacomo con una pomata al peperoncino (ho una fiducia cieca in questo
medicamento), preparare il pranzo. I ragazzi rifiutano ancora di farsi
il letto.
-Prima, bisogna prender aria.
Ma non possono prendere aria ai giardini del Luxembourg lO seIJ.za un
nuovo pallone; Luca, il cane, se li mangia tutti. Mi alleggerisco di dieci
franchi Il.
Provviste: cassa pesante da portare lungo il viale Saint-Michel12. Daniele
ha bisogno di qualche scatola di conserva «un po' straordinaria» per
fare un piccolo festino prenatalizio con i suoi compagni. Piccola fermata
a casa per massaggiare Giacomo. Si lamenta. Tutt'intorno al letto si
ammucchiano casse destinate al prossimo trasloco. La mezza. In fretta
a Les Batignolles. Tragitto lungo. Cerco di meditare il sermone 13 e mi
ritrovo a pensare ai regali di Natale.
Arrivo, portando un pezzo di pollo incartocciato. La zia mi accoglie
cordialmente.
-Quando ho voglia di vedere Giacomo, vieni tu, dice, e quando voglio
vederti, arriva lui.
-E ben triste, zia.
Dopo aver stabilito i principI e affermato la propria indipendenza, si
raddolcisce e arriva persino a ridere un po', parlandomi della sua giovi-
nezza.
-Arrivederci, zia.
-Già?
-Sai, noi non pranzeremo prima delle due e mezza.
-Che strana idea.
Ritorno. Pazienza, prendo un taxi. Arrivo a casa. Giacomo sonnecchia.
Daniele, trincerato nella sua minuscola stanza con uno o due amici, fa
un gran chiassoçon l'appoggio di strumenti elettrici. Il merlo, sovreccitato
vocifera. I letti non sono fatti.
Preparo la jondue bourguignonne 14 perché alle bambine piace e poi si fa in
fretta. Non piace quasi nulla, alle bambine. Daniele del resto, ieri sera,
mentre cercava qualcosa da bere, ha lasciato il frigorifero aperto e i
gatti hanno rosicchiato là carne che avevo destinato al pasto domenicale.
Glielo faccio osservare.
-Oh! non fa niente, -dice gentilmente. -Ho mangiato al ristorante.
Dunque, di nuovo il va,ssoio sul letto, bourguignonne, forchette lunghe 15.
I bambini sono felici, è già qualcosa.
-Così papà non si sentirà solo.
Giacomo che si è svegliato con un gatto sulla testa e l'altro sullo stomaco,
ride. Armonia.
All'ultimo momento, ci accorgiamo che non c'è più alcool nello scaldavi-
vande 16 per la bo~rguignonne. Sono le due e mezza. Almeno. E tutto chiuso.
I ragazzi percorrono la casa intera per farsi prestare un po' d'alcool dai
vicini. Arrivano con una mini-calcolatrice (pubblicità di Scotch 17), un
metro pieghevole, due palle di Natal~, tre caramelle e un lecca-lecca.
Avranno creduto che fossero i «piccoli compagni dei poveri 18 », i vicini.
Per disperazione alimentiamo il fornello con un vecchio fondo di whisky.
Non brucia bene come l'alcool ma, comunque, non è così male. Giacomo
si rianima bevendo vino bianco. Daniele dà il suo contributo raccontan-
doci quello che ha mangiato al ristorante. Il buon umore è generale.
Nel pomeriggio proviamo la nostra commediola. Paolina, che inter-
prçta con talento un coccodrillo, ha appena perduto tutti i denti davanti.
Così, ogni volta che proclama «Guardate i miei denti », provoca una
risata generale.
-Anche i coccodrilli hanno i denti da latte, -asserisce..
La discussione è animata. l' coccodrilli conservano i denti?
Sono le sette. Nuovo vassoio, dove si ammucchiano delle vettovaglie ete-
rogenee, salcicce, uova sode, un avanzo di spinaci, che mangiamo nelle
tazze per un'improvvisa premura di non lasciare troppi piatti da lavare
a Dolores. Guardiamo un film western alla televisione. Devo riconoscere
che è avvincente. Così avvincente che mi accorgo troppo tardi che i ragazzi,
si sono spogliati senza smettere di guardare Marlène Dietrich 19, e i loto
abiti sono sparsi in terra. Luca cerca di accucciarsi sopra: Giacomo
esplode. Esplosione breve, perfettamente inefficace, ma rituale 20. Paolina
se ne accorge, ma finge di mettcrsi a piangere tanto per conformarsi.
-Ragazzi "mal~ducati! Approfittano della stanchezza dei loro geni-
.,
ton ecc.
I piccoli cari rimangono tranquilli, raccolgono i loro- vestiti e vanno a
posarli nella sala da pranzo sulla credenza, in un mucchio assolutamente
identico. Il gatto va a dormirci sopra, al posto del cane. E comunque
più pulito. Dopodiché ritornano per la preghiera tutti insier:ne con una
tale gioia, una tale serenità, che fa davvero piacere.
-Penso che questi ultimi giorni in questa casa saranno un'apoteosi 21, -
dice Giacomo rasserenato.
Traslochiamo tra tre giorni.
Finalmente, dormire! Saremo poi svegliati di soprassalto verso mezza-
notte da Daniele che, inquieto, viene ad assicuraTsi che «la sveglia sia \
stata ricaricàta ». Parliamo un po', ci viene l'idea di bere un succo di
frutta, mi rialzo.
Lunedi mattina sono uscità molto presto. Rifare il bianco nel mio spirito'22,
il vuoto.:. Ma attraversando le tre camere per andare in bagno, una dopo
l'altra, come delle sentinelle che si diano il cambio, delle piccole voci
si levano nell'ombra.
-Sei tu, mamma?
-Vieni a darmi un bacio...
-Dove vai?
Il mio orario non cambia mai, ma tutti i giorni mi sento
vai?» Una volta, seccata, ho detto ad Alberta:
~ Al ballo, all'Eiiseo 23.
Ma lei mi ha risposto:
-Divertiti tanto,
e si è riaddormentata.
Per il lavoro Schema-guida: discussione.
individuale
e di gruppo Schema-guida: relazione.
La cosiddetta stampa femminile (cioè i settimanali per le donne),
in speciali rubriche (ad esempio, risposte a lettere del pubblico)
si occupa della famiglia e dell' educazione dei figli. I vari set-
timanali trattano in modo diverso questi problemi, e tendono a
comunicare una certa «immagine» della famiglia, dei ruoli
che svolgono i suoi componenti, dei modi in cui vengono affrontati
e risolti i problemi che l'educazione dei figli pone ecc. Sarebbe
utile una ricerca su un certo numero di settimanali. Natural-
mente essa non ìnteressa solo le ragazze, perché non si tratta di
un argomento esclusivamente femminile. Come procedere nella
ricerca? Bisogna arrivare a individuare l'immagine che questo o
quel settimanale dà della famiglia e tentare di capire quale si-
gnificato ha.
Riflett~te, tra l'altro, sul modo in cui vengono considerati i gio-
vani: ~~llal!?riz~a. "i~è .J:e.r!eng~lIo riconosciuti i ,.lati/,
~w.~!!iritti.e le.lJ!!q e,!'igenze particQl(Zri) o se si insiste
~i*~le _del!:obbedienza dei g!~j e del~utorità "-aegTi
~ge~~rì). jfijiili gli elementi per definire l' ì1nm~ne- cJiè
i :setttmana e dà della famiglia come a) progressista, b) mode-
rata, c) conservatrice, d) reazionaria.
Vi troverete anche di fronte al problema della «guida »: chi l'in-
tende come esercizi~ ~4!JJpIità, chi come una P~~~!IIr~tl~iJJ:a
1flq-Y!LJ!!L..CIJIjlIwiZIa, ~ome ~~ ~~-p-rgp!!,;g._cç;QmjJl~nsf6ne
\per cui si danno consigli, si fomisce ailfto, ma sempre in vista
~disfare le esigenze proprie dei gioJJa1li.
E tU~ippassionante materia di discussione che sarà ...
.più -interessante sezmpegneràgìovanì-~4u~sesSiL
SétradrVoì~~__NiiiiJrZia dei genito'ri e giustifica le
~EL~~J~~ono ~ dovr~ spie~are P~~fh!-
!lfJifJf.a--~~z ; e natu~enre:-ancbe chi sostzene la tesi
opposta è tenuto a dare_sPi§gazioni. Ogni tesi dovrà essere appog-
gigt4_~a JUgomentazioni: Eç~oLr:~_ragiQ~qJ"ç)- _esamin«re -]jilli,
v{!{Y1gr~ t:/ln~~!!u~l1.Z,§. In tal modo imparerete anche ad çsercitare
un giudizio critico su un tipo di stampa che in gran parte impone
soluzioni e"ate di problemi e immagini deformate della realtà
sociale.
I risultati delle vostre riflessioni e discussibni' sui settimanali
dovranno essere sistemati in una relazione che sia chiara anche
per chi non ha partecipato alla ricerca.
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