Racconti sul Capodanno
di P. Kolosimo
Buon anno!

Buon Anno! Più o meno modificato nella forma, l'augurio risuona in tutte le lingue del mondo.
Vi siete mai chiesti quando venne introdotto l'uso di scambiarci simili parole augurali?
Si trova traccia di questa usanza persino nei geroglifici egiziani e, più precisamente, sotto il regno del Faraone Amenhotep II, che governò le terre del Nilo dal 1461 al 1436 avanti Cristo.
E' una pietra piuttosto pesante, nella quale gli schiavi del Faraone ringraziano il loro padrone d'averli vestiti e curati e pregano gli dei affinché gli concedano un felice anno nuovo.
Tuttavia quegli anni seguenti non troviamo traccia di auguri scritti; rinascono nel Medioevo ad opera di monaci italiani, francesi e tedeschi, i quali distribuiscono artistiche immagini sacre dipinte a mano, con gli auguri per un prospero e santo anno nuovo.
Si tratta dunque di veri antenati dei biglietti e delle cartoline che noi usiamo oggi.
Più tardi, nel 1600, la serie si arricchisce di soggetti profani che col trascorrere degli anni si sono trasformati, addirittura, in marziani che, a bordo dell'ormai classico disco volante, augurano ai terrestri un felice anno nuovo.

Vi siete mai chiesti quando venne introdotto l'uso di scambiarci simili parole augurali?
Si trova traccia di questa usanza persino nei geroglifici egiziani e, più precisamente, sotto il regno del Faraone Amenhotep II, che governò le terre del Nilo dal 1461 al 1436 avanti Cristo.
E' una pietra piuttosto pesante, nella quale gli schiavi del Faraone ringraziano il loro padrone d'averli vestiti e curati e pregano gli dei affinché gli concedano un felice anno nuovo.
Tuttavia quegli anni seguenti non troviamo traccia di auguri scritti; rinascono nel Medioevo ad opera di monaci italiani, francesi e tedeschi, i quali distribuiscono artistiche immagini sacre dipinte a mano, con gli auguri per un prospero e santo anno nuovo.
Si tratta dunque di veri antenati dei biglietti e delle cartoline che noi usiamo oggi.
Più tardi, nel 1600, la serie si arricchisce di soggetti profani che col trascorrere degli anni si sono trasformati, addirittura, in marziani che, a bordo dell'ormai classico disco volante, augurano ai terrestri un felice anno nuovo.

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