
Poesia di Vittorio Sereni -
Inter-Juve -
Il verde è sommerso in neroazzurri.
Ma le zebre venute di Piemonte
sormontano riscosse a un hallalì
squillato dietro barriere di folla.
Ne fanno un reame bianconero.
La passione fiorisce fazzoletti
di colore sui petti delle donne.
Giro di meriggio canoro,
ti spezza un trillo estremo.
A porte chiuse sei silenzio d'echi
nella pioggia che tutto cancella.
Una breve, bella poesia riproduce, in ondate di impressioni, l'andamento di una partita tra l' "Inter" e la "Juventus", una di quelle competizioni che fanno trattenere il fiato ai "tifosi" e che sempre balzano a titoli di scatola sulle cronache dei giornali sportivi. Il verde del prato erboso sembra sommerso dalla marea degli attaccanti neroazzurri (i giocatori dell'lnter, che indossano una maglia a bande verticali di tali colori), ma i giocatori della Juventus, venuti dal Piemonte con le loro maglie a strisce
bianche e nere, che ricordano il manto variegato della zebra, sormontano, incitati dall'« hallalì » della folla, e restano padroni del campo che diventa quasi un loro "reame",
Sul petto delle donne fioriscono fazzoletti multicolori, che ricordano le insegne delle squadre e testimoniano la passione sportiva di chi li indossa.
Gira il meriggio di festa e di sport: il trillo acuto del fischietto dell'arbitro lo spezza inesorabilmente ponendo termine alla partita. Dopo tanto fervore di grida, di slanci, di passione, non resta che il silenzio del campo flagellato dalla pioggia che tutto cancella: pochi momenti di spensieratezza e di
trasporto, di gioia e di entusiasmo, quelli che sa offrire alie folle l'effimera contesa sportiva della domenica; poi la melanconia e la monotonia di sempre.
,
| Succ. > |
|---|




