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23 Maggio
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Home Poeti Moderni Poesie di Umberto Saba Nuovi versi alla Lina di Umberto Saba

Nuovi versi alla Lina di Umberto Saba

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Dopo la nascita della figlia Linuccia. Saba e sua moglie attraversarono un periodo difficile: Lina mal tollerava che il poeta dedicasse ogni sua energia al lavoro, e si sentiva trascurata. Dopo un periodo di separazione, si riconciliarono e tornarono a vivere insieme. La serie è intitolata a Lina ( Carolina Woelfler), moglie del poeta, che le aveva dedicato alcune poesie già in Casa e campagna.

Una donna! E a scordarlarla ancor m'aggiro
io per il porto, come un levantino.
Guardo il mare: ha perduto il suo turchino,
e a vuoto il mondo ammiro.

Una donna, una ben piccola cosa,
una cosa, Dio mio! tanto  meschina;
poi una come lei, sempre più ascosa
in se stessa, che pare ogni mattina
occupi meno spazio a questo mondo,
dare ad un'esistenza il suo profondo
dolore; solo io qui sentirmi e sperso,
se più di lei la mia città non riempio;
spoglio per essa, e senz'altare, il tempio
dell'universo.

Una donna, un nonnulla. E i giorni miei
sono tristi; un donna ne fa strazio,
piccola, che una casa nello spazio,
un piroscafo è tanto più di lei.


non v'è cosa di te che più m'incresca;
fingiti abbominevole ai miei occhi.
O mia povera amica, oggi, perché
rattenermi? Non ho abbastanza amato,
si che per sempre, e più assai che non credi,
del ben che t'ho voluto ti son grato?
Pianger di che? Non lacrime mi devi
 di rimorso; ma andar diritta e forte,
ma il silenzio di te, ma la mia morte
nel tuo cuore; e se questo oggi ti appare
pena soverchia al dolor che hai recato,
sol che morto mi pensi, anzi non nato,
 posso ancora pensare
posso ancora sperare
che una mattina di sole al destarmi,
di quante cose che per te ho lasciato,
di quanta gloria saprei ricordarmi;
trovar dolci le notti, i giorni brevi
alla mia gioventù ch'è ancora in fiore;
sorridere in cuor mio del mio dolore,
e guarirmi di te.
Ma tu lasciami, tu che nulla sai
 farmi che adesso una viltà non sia.
Senza volgerti segui la tua via,
 che un mesto ricordo in me sarai.

13

Dico al mio cuore, intanto che t'aspetto:
Scordala, che sarà cosa gentile. ~
Ti vedo, e generoso in uno e vile,
a te m'affretto.
 So che per quanto alla mia vita hai tolto,
e per te stessa  dovrei odiarti.

Ma poi altro che un bacio non so darti
quando t'ascolto.
Quando t'ascolto parlarmi d'amore
 sento che il male ti lasciava intatta;
sento che la tua voce amara è fatta
per il mio cuore.


14


Dico: «Son vile...»; e tu: «Se m'ami tanto
sia benedetta la nostra viltà»
«... ma di baciarti non mi sento stanco».
«E chi si stanca di felicità?»
 Ti dico: «Lina, col nostro passato,
amarci... adesso... quali oblii domanda!»
Tu mi rispondi: «Al cuor non si comanda;
e quel ch'è stato è stato».
Dico: «Chi sa se saprò perdonarmi;
 se più mai ti vedrò quella di prima?»
Dici: «In alto mi vuoi nella tua stima?
Questo tu devi: amarmi».

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