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Martedì
22 Maggio
2012    
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Home Poeti Classici Poesie di Giacomo Leopardi XXXVIII Canto di Giacomo Leopardi

XXXVIII Canto di Giacomo Leopardi

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XXXVIII canto




Io qui vagando al limitare intorno,

Invan la pioggia invoco e la tempesta,

Acciò che la ritenga al mio soggiorno.

Pure il vento muggìa nella foresta,

E muggìa tra le nubi il tuono errante,

Pria che l'aurora in ciel fosse ridesta.

O care nubi, o cielo, o terra, o piante,

Parte la donna mia: pietà, se trova

Pietà nel mondo un infelice amante.

O turbine, or ti sveglia, or fate prova

Di sommergermi, o nembi, insino a tanto

Che il sole ad altre terre il dì rinnova.

S'apre il ciel, cade il soffio, in ogni canto

Posan l'erbe e le frondi, e m'abbarbaglia

Le luci il crudo Sol pregne di pianto.
XXXVIII Canto di Giacomo Leopardi
 

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