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Poesie per il giorno della memoria di Vittorio Sereni - Non sa più nulla, è alto sulle ali

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Durante la seconda guerra mondiale Sereni fu fatto prigioniero dagli Alleati e internato in un campo di prigionia in Algeria, dove rimase due anni; di questo periodo sono le liriche di Diario d'Algeria, in cui egli esprime la sua esperienza di prigioniero, allontanato, da una guerra insensata, tutto ciò che gli è caro.
Da esso è tratta anche la lirica che segue, scritta in occasione dello sbarco in Normandia delle truppe anglo-americane (6 giugno 1944), il cui successo gettò le basi della sconfitta nazista.
L'esperienza della storia e quella della propria vita si intrecciano in questa poesia al cui centro sta il poeta, isolato da una guerra insensata nella triste condizione di prigioniero











Giorno della memoria 27 gennaio













Vittorio Sereni













Non sa più nulla, è alto sulle ali




















Non sa più nulla, è alto sulle ali
il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna.
Per questo qualcuno stanotte
mi toccava la spalla mormorando
di pregar per l'Europa
mentre la Nuova Armata
si presentava alla costa di Francia.

Ho risposto nel sonno: È il vento,
il vento che fa musiche bizzarre.
Ma se. tu fossi davvero
il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna
prega tu se lo puoi, io sono morto
alla guerra e alla pace.
Questa è la musica ora:
dalle tende che sbattono sui pali.
Non è musica d'angeli, è la mia
sola musica e mi basta.































Inquadramento storico


Le liriche si riferiscono alla seconda guerra mondiale che contrappose, dal 1939 al 1945, le potenze nazifasciste dell'Asse»
(Germania, Giappone e anche Italia fino all'armistizio del 1943) agli Stati "Alleati» (Francia, Gran Bretagna, URSS e, dal 1941 , Stati Uniti).
La guerra, che provocò la morte di 50 milioni di persone, per buona parte civili, e la distruzione quasi totale delle città e delle strutture produttive di paesi come la Germania, la Polonia, il Giappone, la stessa Italia, si concluse con la vittoria degli Alleati, che fu anche vittoria della democrazia contro il fascismo e il nazismo.
Per quanto riguarda l'Italia, la scelta di partecipare alla guerra come alleata delle potenze dell'Asse fu voluta dal governo fascista, a capo del quale era Mussolini.
Dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943) e l'armistizio con gli Alleati (8 settembre1943) i Tedeschi occuparono tutto il nord e il centro del paese (mentre invece nel sud erano sbarcati gli Alleati). I quasi due anni dall'armistizio alla liberazione (25 aprile 1945) furono durissimi per gli Italiani, in particolare delle regioni del Nord, che dovettero sopportare l'occupazione tedesca: contro i Tedeschi e i fascisti della Repubblica di Salò combatterono le brigate partigiane:
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