Poesia Festa della mamma
di Franca Ferrari
Nuvole basse, cieli di carta grigia
Nuvole basse, cieli di carta grigia
e dietro i vetri
dolce si scioglie l'immagine del giorno.
Sulle cime di alberi remoti
si congelano i sogni:
vaghi colori che sbiadiscono
nel disegno del tempo.
Stasera il quartiere non ha voci
e le case hanno occhi ciechi.
Tra poco ferite gialle
si apriranno nel buio delle stanze
e un pianoforte
zoppicherà nell'aria le sue note
adesso come allora
come una sera di tanto tempo fa,
con mia madre che canta nell'ombra
(e la voce ride)...
Mia madre, morbida e bianca
dagli occhi di bambina
e dalle mani buone,
mia madre, che adesso mi guarda
da milioni di anni luce,
eppure e così presente
che solo il pensarla mi consola.
Domani, io sarò ancora viva
e avrò pensieri aguzzi
come schegge di cristallo
e parole rotonde
come ciottoli lisciati dal torrente.
Domani, stasera no:
Stasera io muoio
col morire del giorno.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




