
Poesia Festa della mamma
di Rabindranath Tagore
La terra dell'esilio
Mamma, la luce s'è fatta grigia
nel cielo; non so che ora sia.
Il mio gioco è privo di gioia,
così son venuto da te.
È sabato, il nostro giorno di festa.
Mamma, smetti di lavorare;
siediti qui alla finestra e dimmi
dov'è il deserto di Tepantar.
L'ombra delle piogge ha coperto
il giorno da un capo all'altro.
I fulmini squarciano il cielo
con le loro unghie feroci.
Quando le nubi rombano e tuona,
mi piace tremare di paura
e stringermi forte al tuo seno.
Quando la pioggia violenta picchietta
per ore sulle foglie dei bambù,
e le finestre tremano e gemono
sotto le raffiche del vento,
mi piace stare solo con te,
mamma, e udirti parlare
del deserto di Tepantar della fiaba.
Ho lasciato tutti i miei libri
sullo scaffale: non chiedermi, mamma,
di fare ora le mie lezioni.
Quando crescerò e sarò grande
come mio padre, imparerò
tutto ciò che bisogna sapere.
Ma per oggi raccontami, mamma,
dov'è il deserto di Tepantar.
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