La preghiera di una madre
di Stéphane Mallarmé
Nel tempio, un fresco profumo di fiori santi esala.
Arpa, il tuo canto è morto: Fanciulli, i vostri inni dolci,
dolci come l'innocenza, al cielo fuggono! sulla pietra
sola, una donna è in ginocchio.
È questo l'angelo pio che accanto al santuario
il Signore ha messo per portare la preghiera
dell'orfano in cielo, tra i fiumi d'incenso?
No, figli, è una madre: ascoltate la sua voce:
«Sono io che, parlandogli dei nostri dolori amari,
quando la sera portava la preghiera al focolare,
feci i suoi occhi umidi di lacrime, - le prime!
e avanti la vostra croce i suoi ginocchi piegare!
Come un giovane giglio cresce all'ombra di una quercia,
la vostra mano alla culla si adorna di candore
e noi vi benediciamo! È che Dio stesso viene
oggi a visitare il suo cuore.
Lo chiama forse a brillare nella sua santa falange?
Ditelo voi... io spero. - Oh! In questo giorno, Signore,
un canto di gioia al cielo sulle ali di un angelo
s'innalza fino a voi, debole eco del cuore!
Se egli tradisse la fede che la sua bocca ha giurato,
voi sapete, o Gesù, quale sarebbe il tormento!
che egli sia degno sempre della tavola sacra
dove l'arcangelo invidia la gioia del fanciullo!
Tu, che sotto la tua egida hai fiorito la sua infanzia,
fratello sacro, che all'angelo esiliato l'Eterno
ha dato per guidare i tuoi passi nella speranza
e ricordargli il cielo,
che questo giorno sia per te, come al cielo, una festa!
La tua gioia è sorridere alla fortuna fraterna,
appendere alla sua fronte la stella che alla tua testa
all'alba della tua vita, vi appese l'Eterno!
Oh! chiedi al Signore che questo astro fedele
risplenda sulla sua fronte, come brillava alla tua!
Quando lo bagnò l'acqua santa dormiva sotto la tua ala,
che sotto la tua ala ancora vada al Dio che viene!...».
E il suo occhio sorrideva molle di dolci lacrime!
Dio parlava al suo cuore, o preludio del cielo!
Essa vide fuggire le sue pie apprensioni,
poi un angelo sfiorò l'altare.
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