Poesia Festa della mamma
di Emilio Servadio
La grazia
Quando avrò sanato
La mia anima ferita
(E non so se più aspri
Saranno i ricordi, o più cupe
Le dolenzìe degli errori),
Mi laverò con la rugiada delle lacrime
E sarà come se un fiore
Ancòra incerto nell'alba
Nascesse nudo dalla nuda terra.
Soltanto allora, madre,
Salirò al tuo cospetto
Come figlio nuovamente degno
Di abbassare il capo
E di sentire le tue fragili mani
Sopra le mie spalle curvate,
Mentre tu chiederai per me la grazia,
Gli occhi levàti e fissi
Nel punto più alto del cielo.
,
La mia anima ferita
(E non so se più aspri
Saranno i ricordi, o più cupe
Le dolenzìe degli errori),
Mi laverò con la rugiada delle lacrime
E sarà come se un fiore
Ancòra incerto nell'alba
Nascesse nudo dalla nuda terra.
Soltanto allora, madre,
Salirò al tuo cospetto
Come figlio nuovamente degno
Di abbassare il capo
E di sentire le tue fragili mani
Sopra le mie spalle curvate,
Mentre tu chiederai per me la grazia,
Gli occhi levàti e fissi
Nel punto più alto del cielo.
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