Poesia Festa della mamma
di Giovanni Campus
A mia madre
Sarò dovunque straniero,
sarò solo dovunque, madre mia
che mi lasciasti partire
dalla tua casa una sera
di settembre lontana.
Mi cantavano in cuore
desideri di libere battaglie,
ansia di dolci ascese
a difficili cime.
Tu mi ricordi: teso
alla fatica, non restare ai margini
della mischia del vivere, conoscere
sul mio viso la sferza
delle bufere, esistere nel rischio.
lo ti dicevo: dietro l'orizzonte
altre vie, devo andare,
restare solo, sentirmi
a tu per tu con la vita.
Non potevi seguirmi
così lontano: tu sapevi invece
una saggezza quieta,
più vicina, segreta.
Tu sapevi le veglie consumate
alla culla di me bimbo, e l'orgoglio
di avermi cresciuto.
Tu ti levavi all'alba
e mettevi nel pane, a lievitare,
l'amore delle tue mani.
Sarò dovunque straniero,
sarò solo dovunque, madre mia
che mi lasciasti partire
dalle tue braccia, una sera
di settembre lontana.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




