
Poesia di Antonio Manuppelli -
Puglia nuova -
Questa terra spaccata dal sole
come rughe
d'un vecchio campàro ,
fu battuta da greggi
che salivano i monti
dopo la pastura dei
mesi crudi.
Nel flusso e riflusso
della transumanza
il pastore di Scanno
vedeva nascere l'agnello
sulla nuda terra gelata
e sollevarsi
al fiato caldo della madre.
Le febbri ingiallivano i volti
e davano, d'Agosto, brividi di freddo
per il morso dell'anophèle.
Scrutavano il freddo cielo di notte
i vellosi figli di Pan ,
all'addiaccio tra i perastri
sul pagliolo dei barchini
in padule e
sognavano case calde,
pane bianco,
il fiato delle mogli lontane,
dei figli.
Camini degli opifici , oggi,
graffiano il cielo.
Scacciano il silenzio
il rombo dei motori,
in questa terra aspra e ferace .
Il pastore d'Abruzzo, più
non fila la grezza lana, ritto
sul ciglio dei tratturi:
nella Nuova Puglia dei
grattacieli.
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