
Marzo 1848: « Pater noster»
Nei giorni che precedettero le «cinque giornate» circolò
per Milano questa poetica parafrasi del «Pater noster», di un anonimo.
Padre nostro che sei nei cieli,
pietà del nostro duol, si lungo e fiero:
Signor, ci scampa dall'ugne crudeli
dello straniero.
Sia sempre il nome tuo santificato,
e tante volte e tante benedetto,
quante l'augel biforme è bestemmiato
e maledetto.
Ah, venga il regno tuo, regno d'amore,
che a Pio fu dato d'imitar qui in terra,
che la virtude- inalza ed all'errore
fa cruda guerra.
Sia fatto il voler tuo, se ancor ritarda
.quel giorno di vendetta e di riscatto
che vegga Italia e la nazion lombarda
strette ad un patto. Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
che lo stranier ci strappa fin di bocca!
Il vaso è colmo per la tua Milano,
e ormai trabocca.
Non ci lasciar cadere in tentazione.,
ma rinforza in noi tutti e core e mente,
e vincerem nel di della tenzone
sicuramente.
Ma scampa ci dal mal e dai tedeschi:
deh! salva l'infelice Lombardia
dall' Aulico Consiglio e da Radetzky;
e cosi sia.
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