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Aforismi di Vittorio Alfieri

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Aforismi di grandi personaggi

Biografie di grandi personaggi

Vittorio Amedeo Alfieri


Vittorio Amedeo Alfieri (Asti, 16 gennaio 1749 – Firenze, 8 ottobre 1803) è stato un drammaturgo, poeta e scrittore italiano.



«Nella città di Asti, in Piemonte, il dì 17 gennaio dell'anno 1749, io nacqui di nobili, agiati ed onesti parenti». Così si presenta Vittorio Alfieri, maggiore poeta tragico italiano del Settecento nella Vita, autobiografia scritta intorno al 1790.
Nel corso della sua breve esistenza lo scrittore non trascurerà neppure questo genere letterario. Del resto, il suo carattere tormentato, oltre che a delineare la sua vita in senso avventuroso, lo renderà un precursore delle inquietudini del romanticismo.


Volli, sempre volli, fortissimamente volli.

A giurar presti i mentitor son sempre.

Uom, se' tu grande, o vil? Muori, e 'l saprai.

Amar chi t'odia, ell'è impossibil cosa.

Tutti gli amori dell'uomo, ancorché diversi, hanno lo stesso motore.

Vero è, che la penna in mano di un eccellente scrittore riesce per sé stessa un'arme assai più possente e terribile, e di assai più lungo effetto, che non lo possa mai essere nessuno scettro, né brando, nelle mani d'un principe.

Bisogna sempre dare spontaneamente quello che non si può impedire ti venga tolto.

Ove son leggi / tremar non dee chi leggi non infranse.

Chi molto legge prima di comporre, ruba senza avvedersene e perde originalità, se ne avea.

Leggere, come io l'intendo, vuol dire profondamente pensare.

Il lusso... (che io definirei «l'immoderato amore ed uso degli agi superflui e pomposi») corrompe in una nazione ugualmente tutti i ceti diversi.

Bieca, o Morte, minacci? e in atto orrenda,
l'adunca falce a me brandisci innante?
Vibrala, su: me non vedrai tremante
pregarti mai, che il gran colpo sospenda.

Empia Filiste,
me troverai, ma almen da re, qui... morto.

Non perdo mai occasione d'imparare a morire.

Dalla paura di tutti nasce nella tirannide la viltà dei più.

Onde io imparai sin da allora, che la vicendevole paura era quella che governava il mondo.

Far tacere un vecchio è cosa difficile. Far poi tacere un vecchio autore è cosa impossibile.

Bisogna veramente che l'uomo muoia, perché altri possa appurare, ed ei stesso, il di lui giusto valore.

Il vivere senz'anima è il più breve e il più sicuro compenso per lungamente vivere in sicurezza nella tirannide; ma di questa obbrobriosa morte continua (che io per l'onore della specie non chiamerò vita, ma vegetazione) non posso né voglio insegnare i precetti.

Spesso è da forte,
più che il morire, il vivere.

La forza governa il mondo (purtroppo!) e il non sapere: perciò chi lo regge, può e suole essere ignorante.


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